Pescaturismo SIRENA con Paolo Fanciulli.
Porto di Talamone.
Prenotazioni e informazioni: tel. 333 2846199



Paolo Fanciulli, pescatore e ambientalista, nonostante sembrasse impossibile modificare lo stato delle cose, non ha smesso di lottare contro il saccheggio continuativo del mare messo in atto ogni giorno sotto gli occhi di tutti, e per questo ha mantenuto alta la guardia per oltre vent’anni. Ovvero, finché le mille azioni ripetute, che pure non trovavano spazio nei media nazionali ed anzi spesso venivano tagliate dalle interviste dei programmi televisivi sulla pesca e sul turismo marino, non hanno raggiunto lo scopo.


La sua storia inizia alla metà degli anni ’80, quando pur provenendo da un ambiente dedito al bracconaggio ha maturato una profonda coscienza ambientalista ed ha iniziato la propria attività in favore dell’ambiente e contro la pesca a strascico distruttiva perpetrata lungo le coste italiane.
Attività che si è svolta perpetuando nel tempo la richiesta di intervento delle Autorità preposte alla vigilanza sulla pesca e della Magistratura, e la sollecitazione della politica per l’adozione di normative adeguate a proteggere i fondali marini e gli stock ittici, ed è stata supportata con l’organizzazione di manifestazioni e petizioni, e la comparsa di decine di articoli sulla stampa locale/nazionale.
Tra le tante iniziative, sono da rammentare il blocco di Porto S. Stefano (1990) attuato insieme a Greenpeace, la petizione al Ministro del 1992, e una serie di innumerevoli denunce alle Autorità che hanno portato ad ottenere (1994) una prima regolamentazione dello strascico, per il cui rispetto si è poi dovuto continuamente lottare. Infatti, nonostante la notevole sensibilità al problema e gli sforzi attuati dal Corpo delle Capitanerie di Porto, esso non ha mai avuto risorse adeguate per un’azione continuativa di controllo. Anche perché la legislazione mette a disposizione delle forze dell’ordine strumenti ‘punitivi’ inadeguati: basti pensare che la multa comminata all’imbarcazione colta nell’esercizio illegale della pesca è di 1.000 euro, mentre il valore di pescato per ogni volta passata franca è di migliaia di euro, e che in Italia è vietato l’uso di reti illegali, ma non il loro possesso né il trasporto a bordo dell’imbarcazione da pesca, rendendo di fatto impossibile qualsiasi efficace prevenzione della pesca con esse.
In questi lunghi anni, Paolo Fanciulli, grazie anche all’aver attivato nel 1992 - primo in Italia - il pescaturismo, inteso come didattica ambientale e valorizzazione dell’ambiente costiero, ha saputo diffondere una notevole sensibilità alla perdita delle bellezze del nostro mare sia nei molti turisti e nelle scolaresche che ha ospitato a bordo della sua barca da pesca, sia in autorevoli rappresentanti delle istituzioni, fino a creare il presupposto per gli interventi oggi realizzati.
Con il tempo ha creato un movimento di opinione locale che ha portato la Regione Toscana ad assumere posizione sempre più decise nella direzione della protezione della fascia costiera per prevenire le attività illecite di pesca a strascico entro le tre miglia dalla costa ed nelle zone a batimetria inferiore ai 50 metri.
Finalmente nel 2006, a soli 25 anni dalla sperimentazione fatta in tale ottica dal CNR nel mare di Fregene, nel tratto di mare compreso tra Porto S. Stefano e la foce dell’Ombrone è stato istallato un sistema efficace di ‘dissuasori’ della pesca a strascico (vai a Una Casa per I Pesci). Per Paolo Fanciulli e per tutti i pescatori e cittadini che lo hanno seguito è la prima vera vittoria contro la criminalità ambientale… un motivo per rinnovare l’impegno per raggiungere un modello di sostenibilità tra società umana e ambiente: obiettivo per cui non servono isolate aree protette, ma una diffusa gestione equilibrata delle risorse.

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